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Storia della Pediatrie de Kimbondo

La Pediatria di Kimbondo nasce alla fine degli anni ’80 a Mont Ngafula, a pochi chilometri da Kinshasa, capitale delle Repubblica Democratica del Congo, l’ex Zaire, grazie all’impegno della dottoressa Laura Perna e del cileno Hugo Rios,  missionario claretiano.

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Sono gli anni terribili della guerra che ha devastato il Congo provocando oltre quattro milioni di vittime. L’ex Zaire è un paese ricchissimo di risorse naturali ma privo di infrastrutture e servizi, con un reddito pro capite di 100 dollari all’anno e un tasso di mortalità infantile superiore al 20%.

Sono circa centomila i bambini senza famiglia che vagano per il paese alla ricerca di cibo.

Tutti gli interventi della Pediatria sono gratuiti. Le patologie più diffuse sono la tubercolosi, le malattie cardiovascolari, la malaria, nelle sue forme più gravi, e l’AIDS che in alcune zone del paese colpisce un terzo della popolazione.
La denutrizione, inoltre, è un vero flagello perché favorisce l’insorgenza di altre patologie e infezioni. 
I bambini, soggetti deboli, sono le vittime per eccellenza della guerra ancora in corso, delle malattie endemiche nonché delle credenze popolari. È alto infatti il numero dei bambini abbandonati o mutilati perché gravemente handicappati o perché ritenuti “stregoni”.

Sulla Pediatria di Kimbondo attualmente fanno riferimento circa 650 bambini di cui oltre la metà orfani o abbandonati. Alcuni di essi sono gravemente ammalati e fuori della pediatria non potrebbero vivere. Oltre a prestare le cure mediche, a tutti i bambini viene garantita la possibilità di andare a scuola fino al compimento dei 18 anni di età.

Dal 28 giugno 2001 l’attività dell’ospedale ha fornito alla popolazione locale grande sostegno in considerazione del carattere gratuito delle prestazioni offerte; ciò risulta particolarmente importante in realtà, quali quella congolese, prive di strutture sanitarie adeguate ed accessibili, a causa dell’elevato costo sanitario, alla fascia più rilevante della popolazione che verte in condizioni socio-sanitarie estremamente precarie.

La Fondazione Pediatrica di Kimbondo è un organo nato in una fase successiva alla costituzione della stessa, ad opera della dottoressa Laura Perna e di padre Hugo Rios.

 

Le attività della Pediatrie de Kimbondo

Kimbondo è una struttura complessa che ha alla propria base come valore assoluto il salvare il maggior numero di vite umane e accogliere i bisognosi dando loro una esistenza dignitosa. In sintesi possiamo suddividere le attività di Kimbondo in tre grandi settori.

Il settore medico, quindi l’ospedale pediatrico; il settore dell’accoglienza, con le residenze per i minori; il settore agricolo, che fornisce la possibilità di produrre ciò che si consuma, generando una parziale ma preziosa copertura dei costi.

 

L'ospedale pediatrico

L’ospedale ospita oltre 500 pazienti e i suoi laboratori, che sopportano oltre 10.000 visite all’anno, sono assolutamente gratuiti. Possiamo dire che quello di Kimbondo sia l’unico esempio di questo genere nella Repubblica Democratica del Congo, dove l’assistenza medica è esclusivamente a pagamento. Le apparecchiature medicali, i consumabili da laboratorio, i medicinali, la refezione per i degenti indigenti e le pulizie sono tutte a carico del centro e dipendono al 100% dalle donazioni private.

 

L'accoglienza e le attività scolastiche

Attualmente gli ospiti residenziali del centro di accoglienza per minori sono circa 650. Ogni minore riceve assistenza medica e, se in età, frequenta le 4 scuole del circondario. Kimbondo paga loro le rette scolastiche che rappresentano un impegno finanziario molto importante per il centro. Ogni minore in età scolare costa al centro circa 150 $ l’anno, ma questi costi per l’istruzione sono puramente indicativi e non includono le molte spese che vengono comunque coperte dal centro durante l’anno scolastico. Spesso infatti le uniformi (obbligatorie nelle scuole congolesi) si deteriorano e vanno rimpiazzate, i libri si perdono così come i materiali scolastici di consumo; vanno inoltre considerati i costi dei trasporti, i quali sono garantiti anche quando i minibus del centro sono fuori sede o in manutenzione. Per ovviare a queste spese Kimbondo prevede di edificare una scuola. Essa, oltre a ospitare i minori ospiti, verrà aperta anche ai bambini dei villaggi circostanti.

 

La produzione agricola

La fattoria è uno dei tanti frutti nati dalla mente illuminata di Padre Hugo. Pensò, nel 2002, che coltivare ed allevare animali gli avrebbe permesso di ottenere cibo per i suoi piccoli, senza dover spendere troppo denaro. Per contrastare l’insicurezza alimentare dell’ospedale, gli bastava acquistare del riso, il resto sarebbe arrivato dalla fattoria. Inoltre avrebbe costituito una occupazione produttiva per i più grandi tra i ragazzi rimasti nella struttura dopo la loro guarigione ed al raggiungimento dell’età lavorativa. Oggi, però, nonostante un crescente impegno, nel far rendere una terra peraltro dura ed avara, la fattoria non riesce più a soddisfare il fabbisogno cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni.

Attualmente la fattoria svolge le seguenti attività: agricoltura, che permette la produzione di legumi quali l’amaranto dolce e l’acetosa, il cavolo cinese e la “pointe noire”. Si coltivano anche melanzane, pomodori e carote; avicoltura e allevamento di suini: le galline ovaiole sono state tutte sacrificate. Producevano in media 100 preziose uova al giorno. L’allevamento di suini vedeva presenti 85 capi a fine 2008. Sono attualmente 83 (15 scrofe). Si allevano anche 10 capre che danno latte per i neonati; itticoltura: nelle 4 vasche si allevano la Tilapia nilotica e la Claria, una specie di pesce gatto.

 

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